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25.10.209
Il Galenico Magistrale : quando e perché

Il Galenico Magistrale: quando e perché
(dal sito web di SIFAP Società Italiana Farmacisti Preparatori www.sifap.org)

La preparazione galenica non trova la sua ragion d'essere nell'allestimento di medicinali analoghi a quelli prodotti industrialmente. Il galenico magistrale ha la sua importanza terapeutica perché permette al paziente di avere un presidio farmacologico adatto alle sue esigenze anche quando l'industria non lo produce.

Le motivazioni che portano il medico a prescrivere un galenico magistrale sono diverse, tra le più importanti ricordiamo:

  • Personalizzazione del dosaggio.

Quando il dosaggio deve essere variato nel tempo o stabilito ad hoc per ogni paziente, è evidente che il farmaco industriale, che può essere commercializzato in pochi dosaggi, non può soddisfare appieno l'esigenza terapeutica del paziente.

La necessità della personalizzazione del dosaggio nasce da motivi:

  • inerenti il principio attivo: dosaggi scalari in caso di assuefazione (vedi il caso degli oppiacei antidolorifici).
  • connessi al paziente in relazione a: età (anzini, bambini) peso corporeo (obesi), tolleranza individuale, particolari condizioni patologiche, eccetera.

Un esempio emblematico dell'utilità del preparato galenico è il suo impiego nel trattamento dell'analgesia.

La stessa OMS nei suoi protocolli terapeutici per malati terminali, suggerisce il passaggio graduale dagli oppiodi minori a quelli maggiori associati ai FANS per uso orale, aumentando progressivamente il dosaggio nel tempo fino ad arrivare alla morfina iniettabile.

La SIFAP in questo ambito ha organizzato un convegno che ha ottenuto un notevole successo nel quale si è altresì rilevato che la RMS con i suoi formalismi e limitazioni è un deterrente alla prescrizione degli antidolorifici soprattutto nei trattamenti oncologici.

La SIFAP si è fatta parte dirigente presso il Ministero della Sanità insieme ad alcune Istituzioni di medici per promuovere la modifica delle rigide modalità prescrittive e i vincoli temporali della RMS.
Un altro campo in cui il galenico trova le sue motivazioni è quello della pediatria ad esempio l'uso del captopril pediatrico per la cura dell'ipertensione infantile.

Preparazione di medicinali difficilmente o non più reperibili.

Si tratta degli ORPHAN DRUG, cioè di medicinali per malattie rare, o comunque di medicinali che non vengono prodotti dall'industria poiché non remunerativi Alcuni esempi possono essere:

  • Sciroppo di morfina, che ha una diffusione limitata, ma che comporta grande responsabilità per chi lo prepara.
  • Ciclofosfamide (antitumorale)
  • Levamisolo (antielmintico e immunostimolante)
  • Psoraleni per il trattamento della psoriasi con raggi UV
  • Mebendazolo (antielmintico)
  • Preparati antiscabbia. La scabbia ha una notevole recrudescenza, colpisce soggetti di qualunque età e in pratica viene curata soltanto con trattamenti personalizzati con l'applicazione di pomate, oli, latti preparati in farmacia a base di benzoato di benzile, permetrina, lindano, mesulfene
  • Preparati cheratolitici, cioè ammorbidenti in grado di rimuovere gli ispessimenti cutanei presenti in varie patologie tra cui una delle più comuni è la psoriasi. Si usano creme o latti preparati in farmacia a base urea, acido salicilico, coaltar (catrame minerale), eccetera
  • Antidoti quando si tratta di prevenire possibili pericoli (ad esempio compresse o gocce a base di ioduro di potassio per saturare la tiroide quando ci si deve recare in zone a rischio di radioattività o già contaminate); assorbire o precipitare o incapsulare chimicamente il veleno ingerito quali ad esempio il carbone attivo, il tannino, l'EDTA, eccetera; provocare nell'organismo una reazione inversa e contraria a quella del veleno ingerito, come il blu di metilene negli avvelenamenti di anilina.
  • Disinfettanti di vario genere, a base di iodio, permanganato di potassio, tiosolfati, sostanze contenenti solfo che in genere non vengono prodotti industrialmente perché poco maneggevoli per l'utente o perché dotati di odore sgradevole

Preparazioni di medicinali instabili.

L'instabilità chimica o fisica di un principio attivo non consente all'industria farmaceutica di produrlo industrialmente a causa dei tempi di latenza legati alla commercializzazione, al contrario del preparato in farmacia che è estemporaneo e viene utilizzato in un tempo immediatamente successivo alla preparazione.

Tipico è il caso dei fenoli (ditranolo per la psoriasi, idrochinone come esfoliante cutaneo, fenolo come disinfettante) che devono essere preparati e usati in tempi brevi, perché si ossidano facilmente perdendo la loro attività.

Possibilità di associazione.

Quando dati scientifici o normativi non lo vietino o lo sconsiglino, può essere utile per ridurre il numero e la frequenza delle somministrazioni, associare in una stessa capsula (o in un'altra forma farmaceutica) più principi attivi in pazienti con più patologie concomitanti.

Possibilità di variare la forma farmaceutica rispetto a quella del prodotto industriale.

Per esempio lo sciroppo di morfina trasformato in "gel" per pazienti che non sono in grado di deglutire; il gel viene posto in bocca e il principio attivo si assorbe attraverso la mucosa orale.
Con il galenico si può anche, ad esempio, somministrare in forma di sciroppo un prodotto che viene commercializzato solo in capsule o compresse ad un paziente che non è capace o non è in grado di inghiottire.

Possibilità di variare gli eccipienti presenti nel medicinale industriale.

Con il galenico si possono modificare opportunamente gli eccipienti qualora quelli presenti nel prodotto industriale determinino allergie o intolleranze (tipica è quella al lattosio)

Possibilità di realizzare placebo.

Sembra un'ipotesi rara, invece è frequente che il medico voglia ricorrere ad un placebo, cioè alla somministrazione di un preparato farmacologicamente inattivo, e il farmacista può preparare placebi puri.

Possibilità d'impiego di sostanze aventi attività diverse da quelle terapeutiche (es. cosmetiche e nutrizionali).

Si tratta di sostanze capaci di agire sulla pelle o sugli annessi cutanei con finalità cosmetologiche (acido glicolico, acido kojco, acido tricloroacetico come esfolianti, il collagene, come idratante, l'urea ad elevata concentrazione come potente cheratolitico, eccetera).
Lo stesso discorso si applica alle sostanze presenti in integratori, poiché dotate di valore nutrizionale.

www.sifap.org

20.10.09
INFLUENZA SUINA tipo A ( non stagionale)

 PREVENZIONE E TERAPIA DELL'INFLUENZA A           
 Fonte: www.ministerosalute.it

1. Cosa si può fare per proteggersi dall’influenza umana da nuovo virus A(H1N1)?

Ci sono alcune semplici azioni che aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive in generale, e quelle che si trasmettono come l’influenza (per via
aerea) in particolare e a mantenerci in buona salute:

  • coprire con un fazzoletto ( possiblimente di carta) naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura o nella biancheria da lavare dopo averlo usato
  • lavare spesso le mani con acqua e sapone e in particolare dopo avere tossito o starnutito o dopo aver frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili è possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcol
  • evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non pulite; i germi, e non soltanto quelli dell'influenza, si diffondono in questo modo
  • rimanere a casa se malati evitando di intraprendere viaggi e di recarsi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone, nonché ridurre il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus.

2. Che cosa devono fare gli abitanti della città dove si è verificato un caso di nuova influenza e altri presunti contatti?

La prima forma di prevenzione è l'informazione sulla nuova influenza: i rischi reali, le misure di prevenzione possibili, le cure disponibili e le disposizioni delle autorità centrali e territoriali. Si sottolinea che al momento il nuovo virus manifesta sintomi più lievi della normale influenza stagionale e trasmissibilità relativamente modesta, pur se la sua diffusione è scontata. In Italia continuano le misure di contenimento dei casi, i contatti stretti dei casi confermati compresi i familiari, i compagni di volo a rischio e le persone entrate in contatto con possibili veicoli contaminati dalle secrezioni respiratorie, sono rintracciati e sottoposti a profilassi con antivirali. Si rammenta che i passeggeri a rischio sono identificati tra le persone sedute due file avanti e due dietro su un volo di lunga percorrenza (almeno 4 ore) del caso sintomatico cioè con tosse o starnuti per esempio.
Infine, si ricorda che l'igiene respiratoria (il contenimento degli starnuti e della tosse con un fazzoletto monouso, evitando contatti ravvicinati se ci sente influenzati) e compiere un gesto semplice ed economico come il lavaggio delle mani con acqua e sapone soprattutto dopo aver starnutito o tossito, sebbene siano misure sottovalutate, rappresentano l'intervento di prevenzione di prima scelta e sono raccomandati da tutti i centri di prevenzione internazionali. In caso di manifestazione di sintomi influenzali, occorre consultare innanzitutto il proprio medico di famiglia.

3. Dove si possono trovare le informazioni sull'aggiornamento della situazione internazionale e nazionale?

Il Ministero ha attivato diversi canali per l'informazione:

  • l'ufficio stampa con aggiornamenti consultabili dall' archivio dei comunicati stampa.
  • l'ufficio malattie infettive della Direzione generale della prevenzione sanitaria con le note informative alle Regioni e Province autonome nella sezione Eventi epidemici all'estero e i rapporti settimanali di sorveglianza virologica ed epidemiologica InfluNet
  • il portale internet con pagine dedicate e aggiornate.

4. Come si cura l'influenza da virus A(H1N1)?

In caso di sintomatologia influenzale da virus A(H1N1) è opportuno rivolgersi al proprio medico curante che deciderà, in base al proprio giudizio clinico, come trattare il caso.
Nei confronti dell'influenza può essere messa in atto una terapia sintomatica, con farmaci quali:

  • antipiretici ( che abbassano la febbre)
  • analgesici e antinfiammatori (che agiscono sul senso di malessere, sulla cefalea e sui dolori articolari e muscolari)

Il trattamento dei sintomi, l’assunzione di liquidi (acqua, tè, brodo, succhi di frutta) ed il riposo (per 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono in genere sufficienti per la completa guarigione nella maggior parte dei casi di influenza non complicata. Il medico, sempre secondo il proprio giudizio clinico, stabilirà, se è necessario il trattamento con farmaci antivirali come l’Oseltamivir (Tamiflu) o lo Zanamivir (Relenza). I farmaci antivirali, sotto forma di compresse, sciroppi o spray per inalazione, riducono lo sviluppo dei virus influenzali e possono aiutare ad alleviare i sintomi, accelerare la guarigione ma vanno assunti sempre dietro prescrizione e sotto il controllo di un medico. Questi farmaci funzionano meglio quando somministrati immediatamente dopo la comparsa dei sintomi (entro 2 giorni ), ma possono essere somministrati a persone ad alto rischio o con forme gravi anche dopo le 48 ore. La durata del trattamento con farmaci antivirali è di 5 giorni.
La Circolare ministeriale del 22 luglio 2009 aggiorna le indicazioni relative all'impiego dei farmaci antivirali per l’influenza A(H1N1). Il documento è rivolto agli operatori sanitari e fornisce indicazioni ulteriori sull'uso corretto dei farmaci antivirali per il trattamento e la profilassi dell'influenza da nuovo virus A(H1N1).

5. I farmaci antivirali possono essere assunti a scopo preventivo?

I farmaci antivirali non sono vaccini e devono essere assunti, sotto il controllo di un medico, solo per il trattamento della malattia. L'assunzione degli antivirali a scopo preventivo deve avvenire, sempre dietro prescrizione di un medico, soltanto nei casi di contatti "stretti" di casi confermati di influenza A(H1N1).

6. E' consigliabile acquistare farmaci antivirali via Internet?

Il Ministero sconsiglia i cittadini dall’acquisto dell’antivirale “Tamiflu”, e di tutti i farmaci in genere, via Internet e ricorda che in Italia l’unico canale legale per l’acquisto di farmaci con obbligo di ricetta sono le farmacie.
I farmaci venduti via Internet possono essere contraffati e quindi fortemente dannosi per la salute.
Si ricorda, inoltre, che i farmaci antivirali vanno assunti solo in caso di necessità e dietro prescrizione medica. Acquistare tali farmaci nella convinzione che potrebbe essere utile averne alcune confezioni in casa è del tutto inutile sia perché non sono efficaci in via preventiva, sia perché utilizzarli in modo improprio significa favorire la comparsa di virus resistenti mettendo a serio rischio la salute propria, dei propri familiari e di tutta la collettività.

7. Quando sarà effettivamente disponibile il vaccino per il nuovo virus A(H1N1)?

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sta mettendo in atto tutte le azioni necessarie per la disponibilità effettiva del vaccino contro il nuovo virus influenzale A(H1N1)v (vaccino pandemico) dalla seconda metà di novembre 2009 ai primi mesi del 2010, secondo la programmazione di produzione delle industrie farmaceutiche con le quali il nostro Paese ha stipulato contratti di prelazione per la acquisizione di vaccini pandemici fin dal 2005.

8. Il vaccino per l’influenza stagionale proteggerà anche nei confronti del nuovo virus influenzale A(H1N1)?

Il vaccino per l’influenza stagionale non offre protezione nei confronti del nuovo virus influenzale A(H1N1), in quanto i due virus presentano tra di loro differenze del profilo antigenico. Tuttavia la vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia stagionale e le sue complicanze. La Circolare 23 luglio 2009 "Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2009-2010" fornisce tutte le indicazioni sull'impiego del vaccino per l'influenza stagionale e comprende le più recenti indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla composizione dei vaccini antinfluenzali.

9. Per quali gruppi di popolazione sarà raccomandato, in via prioritaria, il vaccino per il nuovo virus influenzale A(H1N1)?

I criteri di scelta dei gruppi target della vaccinazione pandemica convergono, anche a livello europeo e internazionale, nella direzione di offrirla prioritariamente, in prima battuta, a:

  • i soggetti a rischio perchè affetti da patologie croniche gravi
  • il personale sanitario che deve garantire le prestazioni assistenziali
  • il personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia,protezione civile, etc)
  • il personale che garantisce la continuità dei servizi cosiddetti essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc)

In seconda istanza, il vaccino sarà offerto alla popolazione dai 2 ai 27 anni, fascia d'età che, dai dati sull'andamento mondiale della malattia da aprile ad oggi, risulta essere la più colpita dall'infezione che, in tali soggetti, si trasmette più facilmente. Il Ministero sta definendo più in dettaglio, con le Regioni, le modalità operative e logistiche della campagna vaccinale ed il Piano vaccinale sarà valutato e approvato dall'Unità di crisi, prima di essere reso pubblico.

10. Che differenza c'è tra vaccino e farmaco antivirale?

Gli antivirali sono medicinali usati per il trattamento dell'influenza. Se assunti tempestivamente entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, possono ridurre i sintomi, la durata della malattia e le complicanze dell'influenza. Possono
ridurre la capacità del virus di replicarsi ma non danno l'immunizzazione né stimulano la produzione di anticorpi come i vaccini. Con la nuova influenza, tali farmaci sono utilizzati come misura di profilassi dei contatti di un malato. Un uso improprio e ingiustificato degli antivirali nel caso della nuova influenza è da evitare soprattutto perché il nuovo virus potrebbe diventare resistente al farmaco e la persona che li assume senza controllo medico può essere soggetta ad effetti indesiderati anche gravi.

11. Gli antivirali devono essere assunti dai soggetti immunodepressi anche se non hanno avuto alcun contatto con persone provenienti da aree endemiche?

Sarà cura del medico curante valutare la situazione clinica del paziente, anche alla luce degli effettivi benefici che lo stesso potrebbe trarre dall'assunzione dei farmaci antivirali.

12. Le donne in gravidanza, indipendentemente dal mese di gestazione, devono fare profilassi con antivirali anche se non hanno avuto contatti con eventuali "casi sospetti"?

L'assunzione degli antivirali a scopo preventivo deve avvenire,  dietro prescrizione di un medico, soltanto nei casi di contatti "stretti" di casi confermati di influenza A . In caso di dubbi e preoccupazioni e comunque sempre prima di iniziare una terapia farmacologica è opportuno contattare il proprio ginecologo che valuterà la situazione caso per caso.

13. In caso di infezione da virus A(H1N1), quali precauzioni è bene prendere mentre si allatta il proprio bambino?

Se si allatta al seno o si usano latte e/o preparazioni artificiali, i comportamenti prudenti per proteggere il proprio bambino dall’esposizione al virus influenzale A(H1N1) sono:

  • prendere semplici precauzioni come lavare spesso le mani con acqua e sapone o, in mancanza di acqua, con detergenti a base di alcol
  • evitare di starnutire o tossire in faccia al bambino mentre lo si allatta o gli si dà la pappa, o comunque quando gli si è vicino. Possibilmente, dei bambini dovrebbero occuparsi solo componenti della famiglia che non stanno male; se si è malati e non c’è nessun altro che possa prendersi cura del bambino, indossare una semplice mascherina (se tollerabile e disponibile) e coprire naso e bocca con un fazzoletto quando si tossisce o si starnutisce
  • se si allatta al seno, una persona non ammalata potrebbe dare al bambino il latte della mamma estratto con il tiralatte; idealmente, i bambini fino a 6 mesi dovrebbero essere allattati al seno ed è possibile prendere le medicine per curare l’influenza quando si allatta.

14. I Medici e gli operatori del settore sanitario dove possono trovare tutte le indicazioni relative all'impiego dei farmaci antivirali per l'influenza da virus A(H1N1)?

ll Ministero nella Circolare del 22 luglio 2009, ha aggiornato le indicazioni relative all'impiego dei farmaci antivirali per l'influenza A (H1N1). Il documento è rivolto in particolare a medici e operatori sanitari e fornisce raccomandazioni per il trattamento dai casi sospetti, probabili, e confermati e dei contatti stretti, con particore riferimento per malati cronici, donne in gravidanza, obesi, bambini.

15. Quali possono essere i gruppi di persone a rischio di ospedalizzazione e di complicanze?

L'ECDC ha pubblicato, il 20 luglio, sulla base di studi scientifici,  le categorie di persone che possono essere a rischio di complicanze qualora contraggano la nuova influenza, sottolineando che tale elenco è soggetto e modifiche e a sviluppo in base a nuovi dati che saranno disponibili.
L'elenco fa riferimento a uno studio iniziale condotto in California su 553 casi di infezione da virus A (H1N1) 30 pazienti sono stati ospedalizzati perché bisognosi di cure. Di questi 30 pazienti, 19 erano affetti da patologie croniche i cui sintomi si manifestavano con frequenza decrescente: asma o malattie respiratorie croniche ostruttive, diabete, immunodepressi, malattie cardiovascolari (esclusa la semplice ipertensione) patologie renali croniche, neurologiche ed oncologiche. Un altro studio indica l'obesità tra i fattori di rischio e, secondo i dati riportati dal CDC tra i gruppi a rischio vi sono le donne incinte e i bambini sotto i due anni.
Alcuni studi riportano anche complicanze tra persone non affette da patologie croniche ma bisogna ricordare che questo avviene anche per l'influenza stagionale.
Il gruppo di persone non affette da patologie croniche sopra i 60 anni, a differenza della influenza stagionale, non viene particolarmente colpito dalla nuova influenza A H1N1.
 
Elenco:

  • persone affette da malattie croniche respiratorie, cardiovascolari (esclusa l'ipertensione), renali, epatiche, ematologiche, neurologiche, neuromuscolari, diabete ed altri disordini metabolici, infezione da HIV ed immunodepressi per cause naturali o iatrogene (indotte da farmaci).
  • bambini di età inferiore a due anni
  • donne in gravidanza o allattamento
  • persone affette da asma in trattamento
  • obesi con Indice di Massa corporea (BMI – body mass index) superiore a 30

In generale ogni altra condizione in cui si riducono le difese immunitarie e la funzione respiratoria.

16. E' possibile che, a causa della nuova influenza da virus A(H1N1), venga deciso il rinvio della riapertura delle scuole e dell' inizio dell'anno scolastico?

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha stabilito che l'apertura delle scuole e l'inizio dell'anno scolastico avverrà regolarmente il 15 settembre. A tale proposito, in un comunicato del 18 luglio, il Ministro Mariastella Gelmini ha dichiarato che al momento non vi è nessuna ipotesi di rinvio di apertura delle scuole. Anche il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali precisa che, attualmente, nessuna misura di questo tipo è stata presa in considerazione.

22/11/2009
EMOGLOBINA Glicata o glicosilata: nuovo test in farmacia

Da oggi è possibile, presso la farmacia Zuccarini, effettuare l'esame dell'EMOGLOBINA GLICOSILATA : uno tra i migliori test per il controllo metabolico degli zuccheri nel diabete.

Cos'è l'Emoglobina Glicosilata (HbA1c)?
L'esame dell'emoglobina A1c (chiamato anche HbA1c) è un semplice test di laboratorio che mostra la media dell'ammontare dello zucchero (chiamato anche glucosio) che c'è stato nel sangue di una persona negli ultimi tre mesi. Il glucosio è lo zucchero più importante che l'organismo ricava da tre elementi del cibo - proteine, grassi, e carboidrati - ma maggiormente dai carboidrati. Il glucosio è la maggior fonte di energia per la vita delle cellule e viene trasportato ad ogni cellula dal flusso sanguigno. Le cellule non sono in grado di utilizzare il glucosio senza l'aiuto dell'insulina. L'emoglobina A1c permette quindi di sapere se lo zucchero presente nel sangue è normale o troppo alto. È il test più usato dagli operatori sanitari per stabilire la qualità del controllo metabolico degli zuccheri nel sangue di una persona. La misura istantanea del glucosio nel sangue (cioè l'ammontare degli zuccheri al momento stesso in cui il test viene eseguito) si chiama glicemia e viene normalmente misurata im mg/dl (milligrammi a decilitro).

Che cosa misura il test dell'emoglobina glicosilata?
Lo zucchero presente nel flusso sanguigno può legarsi all'emoglobina dei globuli rossi (l'emoglobina è la parte dei globuli rossi che porta l'ossigeno) tramite un processo chiamato glicosilazione. Una volta che lo zucchero si lega all'emoglobina, vi rimane per l'intera durata della vita del globulo rosso, che è di circa 120 giorni. Maggiore è il livello di zucchero nel sangue, maggiore è la quantità che si lega ai globuli rossi. L'esame dell'emoglobina A1c misura quindi l'ammontare di zucchero annesso all'emoglobina nei globuli rossi. I risultati vengono espressi in valore percentuale.

Perché molte persone dovrebbero conoscere meglio questo esame?
Le scoperte di uno dei maggiori studi, il Diabetes Control and Complications Trial (DCCT), hanno mostrato quanto sia importante questo esame. Lo studio dimostra che diminuire il valore dell'emoglobina A1c può ritardare o prevenire lo sviluppo di disturbi agli occhi, ai reni e ai nervi nelle persone affette da diabete mellito. Inoltre, lo studio ha dimostrato che la salute di una persona è inversamente proporzionale ai livelli dell'emoglobina glicosilata (cioè aumenta col diminuire dei valori di HbA1c).

Quando deve essere fatto?
Tutti coloro che hanno il diabete dovrebbero fare un esame dell'emoglobina A1c almeno due volte all'anno. Le persone col diabete in cui il livello degli zuccheri rimane tendenzialmente alto o in cui il medico modifica il trattamento, dovrebbero ripetere l'esame più volte nell'arco dell'anno.

In che modo si integra con i controlli della glicemia?
L'auto-monitoraggio della glicemia è anch'esso molto importante. Viene eseguito tramite una piccola striscia reattiva su cui si deposita una goccia di sangue capillare e mostra il livello dello zucchero nel sangue al momento in cui viene eseguito il test. La misurazione viene di solito riportata in milligrammi per decilitro (mg/dl).

L'autocontrolllo della glicemia aiuta le persone col diabete a capire come il cibo, l'attività fisica, e le medicine per il diabete influiscono sulla loro glicemia. Tali test possono aiutare a controllare meglio la malattia, giorno dopo giorno, spesso ora dopo ora. Possono anche dire quando la glicemia è troppo bassa o troppo alta, in modo da consentire durante il colloquio col proprio medico di rivedere il piano di trattamento in base a dati precisi.

Tutte le persone affette da diabete hanno bisogno di regolari esami dell'Emoglobina A1c. Molte persone col diabete hanno bisogno di controllare la loro glicemia per avere un quadro completo della situazione. L'auto-monitoraggio della glicemia fornisce una fotografia istantanea del controllo al momento dell'esame, mentre l'Emoglobina A1c fornisce un quadro generale degli ultimi tre mesi. Insieme, questi esami dicono al paziente e al suo medico curante se la sua glicemia è sufficientemente sotto controllo.

Come devono essere interpretati i risultati dell'esame?
Le persone affette da diabete devono tendere all'obiettivo di un valore di emoglobina A1c minore del 7 per cento. Secondo quanto scoperto dallo studio DCCT le persone che mantengono i loro livelli di emoglobina entro il 7 per cento hanno moltissime chance in più di ritardare o prevenire i problemi derivanti dal diabete rispetto alle persone con un livello pari o superiore all'8 per cento. Se si supera tale soglia, è necessario modificare il piano di trattamento del paziente. Di qualsiasi quantità si riesca a ridurre il livello di emoglobina A1c, si aumentano le probabibilità di rimanere in buona salute.

Quale relazione esiste tra le letture della glicemia e l'emoglobina A1c?
Le persone con un alto livello di zucchero nel sangue hanno normalmente anche una emoglobina glicosilata alta. Per mantenere l'HbA1c sotto il 7 per cento bisogna che, durante gli ultimi tre mesi, la glicemia preprandiale (prima dei pasti) superi raramente i 150 mg/dl. La glicemia non dovrebbe nemmeno scendere al di sotto di 60-70 mg/dl, per non incorrere in eventuali ipoglicemie.

Come si può mantenere l'emoglobina al di sotto del 7 per cento?
Mantenere un buon controllo del diabete per un periodo prolungato richiede di seguire una dieta attenta, fare attività fisica in base alle proprie possibilità, prendere i medicinali antidiabetici previsti (se previsti), controllare spesso la glicemia (se raccomandato), e consultare spesso il medico curante. Quando un paziente ha un'emoglobina A1c alta, il medico deve ricercare con lui le possibili cause, analizzando il diario delle glicemie compilato dal paziente. Normalmente le cause di alti livelli glicemici dipendono da almeno una di queste cause: pasti eccessivi e/o da cibi sbagliati, poca attività fisica, stress, la necessità di cambiare medicinale antidiabetico, infezioni o malattie. Individuata la possibile causa, il medico può decidere se e come modificare il rogramma di trattamento del paziente per riportare l'emoglobina al di sotto del 7 per cento.

In che modo il paziente può utiizzare i risultati dell'esame dell'Emoglobina Glicosilata?
Quando il paziente conosce i risultati dell'esame, può assumere un ruolo attivo nella gestione del suo diabete. Una Emoglobina A1c alta (pari o sopra l'8 per cento) richiede l'intervento del medico curante per rivedere il piano di trattamento.
Se i risultati sono entro la norma (meno dell 7 per cento), probabilmente il piano concordato col medico lavora come auspicato e il livello di zucchero nel sangue è sotto controllo.


Tratto da: "The ABCs of Hemoglobin A1c Testing...", National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney disease



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